Alimentazione e prevenzione

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Le principali cause di morte sono oggi rappresentate dalle patologie cardiovascolari e dai tumori. Tutte queste malattie sono strettamente correlate col nostro modo di nutrirci. Per quanto riguarda il cancro, in particolare, un numero crescente di studi sta dimostrando l’importanza di una sana alimentazione nella sua prevenzione. Non è facile fare calcoli precisi, ma l’American Institute for Cancer Research ha calcolato che le cattive abitudini alimentari sono responsabili di circa tre tumori su dieci. In alcuni casi ciò dipende dalla presenza in alcuni cibi di sostanze che favoriscono lo sviluppo della malattia: i nitriti e i nitrati utilizzati per la conservazione dei salumi, per esempio, facilitano la comparsa del tumore dello stomaco, tanto che in Italia questa malattia è più diffusa nelle regioni in cui il consumo di questi prodotti è maggiore; talvolta gli alimenti in sé non sarebbero dannosi, ma possono essere contaminati da sostanze come le aflatossine, liberate da determinate muffe nel mais o in altre granaglie e legumi mal conservati. In alcuni Paesi in via di sviluppo le aflatossine sono responsabili di una quota rilevante di tumori del fegato.

Ma più in generale gli studi epidemiologici hanno dimostrato che un’alimentazione ricca di grassi e proteine animali favorisce la comparsa della malattia, mentre la preferenza per gli alimenti ricchi di fibre, vitamine e oligoelementi, come cereali integrali, legumi e verdure, sembra avere un effetto protettivo.

Ci sono ormai molte prove che una sana alimentazione fondata sui principi della dieta mediterranea,  è fondamentale oltre che per prevenire le patologie cardiovascolari che sono la causa principale di morte nel mondo occidentale, anche per prevenire e ridurre l’incidenza dei tumori.

Purtroppo, negli ultimi decenni diversi fattori hanno concorso a trasformare in modo negativo il nostro modo di nutrirci.  Il declino del mondo contadino tradizionale, il rapido passaggio all’epoca tecnologico-industriale, l’allentamento dei legami familiari, il lavoro extradomestico della donna, l’imporsi di modelli nutrizionali provenienti dagli USA come il fast food ecc. hanno trasformato la nostra alimentazione in una dieta ricca di calorie, di grassi, di cibi raffinati. In un recente ed importante studio epidemiologico condotto in Italia tra il 2008 e il 2012 dall’OEC (Osservatorio Epidemiologico cardiovascolare) e pubblicato nel 2013 sono stati misurati stili di vita, fattori di rischio e condizioni a rischio. I comportamenti alimentari sono stati raccolti attraverso il questionario EPIC, che include frequenza d il consumo degli alimenti, porzioni e modalità di consumo; il consumo di sodio e potassio è stato misurato anche attraverso l’escrezione nelle urine delle 24 ore e i dati ottenuti sono stati confrontati con il «modello mediterraneo» descritto per l’indagine alimentare condotta negli anni Sessanta a Nicotera. Questo studio ha condotto alla conclusione che i comportamenti alimentari oggi sono salutari solo in una minoranza della popolazione: solo il 30% ha un consumo adeguato di verdura e di pesce; solo il 10 % fa uso di dolci/torte una volta a settimana come raccomandato. Fra i nutrienti, il consumo calorico dovuto ai grassi saturi e agli zuccheri risulta molto elevato. Confrontato con il modello mediterraneo degli anni Sessanta, il consumo di cereali, patate e legumi è ridotto alla metà, mentre il consumo di carni, formaggi, latte e, in particolare, di dolci è più che raddoppiato.

Prendendo in considerazione la distribuzione dei fattori di rischio e la frequenza delle condizioni ad alto rischio, come il sovrappeso e l’obesità, che affliggono quasi il 75% della popolazione adulta, l’inattività fisica che riguarda il 30-40%, l’ipertensione che colpisce il 50%, l’ipercolesterolemia il 35% e il diabete il 7-11%, è quindi estremamente importante re-imparare ad alimentarci in modo corretto. Inoltre, è necessario diffondere nella popolazione la cultura della “dieta mediterranea moderna”, un’alimentazione varia e bilanciata con porzioni modeste, che raccomanda, oltre alla riduzione dei grassi saturi, la riduzione del consumo di sale, di olio d’oliva e di vino a causa del loro elevato valore energetico.

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Medicina Estetica, Trattamento del Sovrappeso e dell’Obesità, Flebologia Medica

Mi sono laureato a Padova in Medicina e Chirurgia con una tesi sulla Malnutrizione nel paziente anziano. In seguito ho continuato ad occuparmi di nutrizione e terapia del sovrappeso e dell’obesità. Successivamente mi sono specializzato in Geriatria all’Università degli studi di Padova, ed ho introdotto le metodiche della Medicina Estetica sia in ambito medico-termalistico che nella mia attività professionale quotidiana.
Sono membro della SIME (Società italiana di Medicina Estetica) e della SIO (Società italiana dell’obesità).
Esercito come Direttore Sanitario nello stabilimento termale Quisisana di Abano Terme e come libero professionista presso il mio studio privato.

Michele Ceccarello

<p><em><strong>Medicina Estetica, Trattamento del Sovrappeso e dell’Obesità, Flebologia Medica</strong></em></p>
<p>Mi sono laureato a Padova in Medicina e Chirurgia con una tesi sulla Malnutrizione nel paziente anziano. In seguito ho continuato ad occuparmi di nutrizione e terapia del sovrappeso e dell’obesità. Successivamente mi sono specializzato in Geriatria all’Università degli studi di Padova, ed ho introdotto le metodiche della Medicina Estetica sia in ambito medico-termalistico che nella mia attività professionale quotidiana.<br />
Sono membro della SIME (Società italiana di Medicina Estetica) e della SIO (Società italiana dell’obesità).<br />
Esercito come Direttore Sanitario nello stabilimento termale Quisisana di Abano Terme e come libero professionista presso il mio studio privato.</p>

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