Blue Whale

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Si è tanto sentito parlare del fenomeno della Blue Whale, in diversi modi, in diversi contesti, con tanta confusione. Ma cos’è la blue Whale, che cosa significa, chi interessa e perchè spaventa tanto?

Blue Whale, tradotto letteralmente balena azzurra. L’ipotesi più semplice è che il nome si si rifaccia al comportamento tipico delle balenottere azzurre che, ad un certo punto della loro vita, senza apparente motivo, si spiaggiano e muoiono. Generalmente a scegliere questo tipo di morte sono gli esemplari di cetacei che hanno perso l’orientamento, che non riescono a tornare nel gruppo. Esattamente come quegli adolescenti che sebbene abbiano tutta la vita davanti, si sentono lontani, diversi, isolati. E non sanno come uscirne.

L’adolescenza è una fase durante la quale si cerca la propria strada, si ridefinisce la propria identità in una fisiologica opposizione al mondo degli adulti e, come accade alla balena blu, alle volte si può perdere l’orientamento, e quello che sembra l’approdo in una spiaggia sicura, in realtà si rivela un punto di non ritorno.

Ciò di cui ha più bisogno l’adolescente è sicuramente il senso di appartenenza: ad un gruppo di coetanei, alla famiglia… nel quale riconoscersi ed essere riconosciuto come portatore di valore e confermato per ciò che è.

Se ciò non avviene, nel ragazzo si genera una sofferenza e, nel tentativo di lenirla, cerca rispecchiamento attraverso i social-network. Questo gli garantisce l’anonimato e funge da barriera, permettendogli da una parte di difendersi e sentirsi apparentemente protetto, dall’altra di sentirsi parte, senza però  il contatto e il confronto reale, in un mondo dove ci si può declinare in mille modi possibili.

Il “gioco” (se così si può chiamare) della Blue Whale potrebbe, di primo acchito, sembrare

un film horror: cinquanta tappe autolesioniste per adolescenti, coadiuvati da un tutore, per

giungere all’atto estremo rappresentato dal suicidio ovvero dal “ game over”.

É un fenomeno che nasce in Russia nel novembre del  2015 e conta circa 130 suicidi, ma le informazioni riportate dai mass media sono confuse e contrastanti, in particolar modo per quanto riguarda il numero delle vittime. Tutto ciò crea inevitabilmente allarmismi e clamori in tutti gli adulti che hanno a cuore il benessere dei propri figli e molti sono gli interrogativi, sul come fare a captare segnali ed indizi di un possibile grande malessere.

Come possiamo dunque tutelare i nostri figli? Come possiamo fare per non farli cadere nella rete?

Innanzitutto il genitore che si pone queste domande è già un genitore che si occupa di… e  che si preoccupa per…

E’ davvero difficile conoscere e penetrare gli stili comunicativi, le mode e gli “spazi” adolescenziali, ma i segnali di sofferenza di cui sono portatori molti adolescenti si possono riconoscere abbastanza facilmente ad esempio eccessiva chiusura, isolamento, pochi o nessun interesse, nessun confronto sociale.

Questi sono alcuni dei precursori di un malessere che poi si manifesterà attraverso comportamenti di devianza sociale, alla ricerca di stimoli estremi per cercare di sentirsi paradossalmente “vivi” .

Ma è tutto vero quello che scrivono i mass media? O forse lo scopo di tanto clamore è tutt’altro? Perchè non è il caso di aver poi così tanta paura di questo fenomeno?

Forse l’obiettivo maggiore è quello di consentire alle autorità di sorvegliare i social network in maniera più appropriata e di porre indagini più accurate in un mondo virtuale che pochi in realtà conoscono.

Quindi oltre a proteggere giustamente i nostri figli dai pericoli della rete, pensiamo anche a proteggere Internet che non si sa mai.

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L’Associazione Eureka! (dal greco antico “fare una scoperta, trovare”) nasce dall’unione delle competenze di quattro professioniste che operano nell’ambito psicologico e psicoterapeutico e in quello educativo e pedagogico. È una associazione di promozione sociale che accompagna la persona nel “trovare” risorse e competenze utili ad affrontare situazioni problematiche, abbraccia il terreno della psicologia e della pedagogia.

Dott.ssa Debora Fusilli, Psicoterapeuta

Dott.ssa Elisa Catellani, Psicoterapeuta

Dott.ssa Francesca Catellani, Pedagogista

Dott.ssa Stefania Minutoli, Pedagogista, Educatrice Psicomotoria

Associazione Eureka

<p>L’Associazione Eureka! (dal greco antico “fare una scoperta, trovare”) nasce dall’unione delle competenze di quattro professioniste che operano nell’ambito psicologico e psicoterapeutico e in quello educativo e pedagogico. È una associazione di promozione sociale che accompagna la persona nel “trovare” risorse e competenze utili ad affrontare situazioni problematiche, abbraccia il terreno della psicologia e della pedagogia.</p>
<p>Dott.ssa Debora Fusilli, Psicoterapeuta</p>
<p>Dott.ssa Elisa Catellani, Psicoterapeuta</p>
<p>Dott.ssa Francesca Catellani, Pedagogista</p>
<p>Dott.ssa Stefania Minutoli, Pedagogista, Educatrice Psicomotoria</p>

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