Corpo sano

Condividi agli amici:Share on Facebook
Facebook
Share on Google+
Google+
Tweet about this on Twitter
Twitter
Share on LinkedIn
Linkedin

Quando ho iniziato il mio percorso di formazione in naturopatia e successivamente quello di consulente in educazione alimentare, la prima cosa che mi è stata insegnata è l’importanza della salute del tratto gastrointestinale, infatti non ci si sbaglia mai a mettere in ordine la salute del nostro intestino.

Prendersi cura dell’intestino è pratica centrale in ogni antica tradizione medica naturale (Ayurveda, MTC, medicina essena, medicina mediterranea, …) proprio per evidenziare come, fin dai tempi più antichi, l’uomo avesse compreso la fondamentale necessità di una corretta funzione gastrointestinale. Con lo sviluppo della medicina moderna, sempre più specialistica e settoriale, le complesse funzioni integrate e non scindibili del tratto gastrointestinale sono state messe in secondo piano: la bocca è diventata spazio del dentista, il tratto digerente terreno del gastroenterologo, il cibo territorio esclusivo del nutrizionista, … sembra proprio che il corpo e le sue funzioni siano stati relegati all’interno di compartimenti stagni in assoluto isolamento incontaminato da tutto il resto, comprese le nostre emozioni delle quali solo lo psicologo ha voce in capitolo.

Le emozioni infatti c’entrano molto sia con il cibo che assumiamo (spesso costruiamo disturbi alimentari per problematiche emozionali) sia con il “tessuto” che il nostro intestino possiede, detto anche secondo cervello (o primo?), poiché è costituito da un’enorme quantità di tessuto nervoso in continua comunicazione con il cervello in caput (incredibilmente simili nell’estetica, per signatura rerum), un tessuto nervoso che fa sì che l’intestino risenta immediatamente di ogni sfumatura del nostro stato psico-emotivo, e viceversa.

Del resto è logico che un sistema che governa funzioni fondamentali come l’assorbimento di nutrienti, e quindi la crescita e la riparazione dei tessuti, sia strettamente connesso ai più alti centri di controllo dell’organismo. Questo spiega anche perché gli stati emotivi di ansia, tensione, paura, stress si ripercuotono quasi sempre sulla funzionalità dell’intestino: il corpo nella sua magica e antica saggezza sa bene che quelle non sono le condizioni idonee alla crescita, semmai all’attacco o alla fuga (meccanismo ben noto dello stress: “Must we fight or fly”?).

Il tratto gastrointestinale è come una lunga feconda grotta ospitante un universo parallelo fatto di miliardi di batteri che lo colonizzano e che hanno un ruolo attivo nei suoi meccanismi funzionali, un’alleanza irrinunciabile e salvifica che può essere solida e forte quando la tipologia di batteri è ottimale ma che diventa debole e pericolosa quando si insinuano batteri patogeni che ne alterano la funzionalità.

In un percorso di recupero di una buona funzionalità intestinale, una delle prime cose da fare è eliminare gli alimenti potenzialmente infiammatori e dannosi, per dare invece spazio a quelli che forniscono i nutrienti necessari al benessere del corpo e dei batteri buoni.

Come primo passo si deve eliminare l’alcol che ha un’azione lesiva diretta su tutta la barriera intestinale, oltre che sul tessuto gastrico.

È utile poi sicuramente ridurre l’assunzione di glutine, che può in alcuni casi avere un’azione infiammatoria, e preferire i cereali integrali o gli pseudocereali, che ne sono naturalmente privi (es. riso integrale, amaranto, quinoa, grano saraceno).

La verdura va sempre assunta in abbondanza per il suo apporto di vitamine, minerali, fitonutrienti e fibra.

Da non trascurare l’assunzione di grassi sani come quelli monoinsaturi che possiamo trovare nell’olio extra vergine di oliva e nell’avocado (omega-9), e quelli grassi polinsaturi omega-3 dal pesce azzurro, via libera all’assunzione anche di frutta secca (omega-6 e apporto di sali minerali, vitamine e proteine vegetali), con occhio di riguardo per chi desidera mantenere o recuperare la propria linea.

Vale poi la pena fare attenzione a zuccheri e sostanze potenzialmente irritanti come il caffè.

Fondamentale infine però è bere, bere e bere … acqua in quantità, l’acqua è fonte di vita e di benessere a lungo raggio!

Condividi agli amici:Share on Facebook
Facebook
Share on Google+
Google+
Tweet about this on Twitter
Twitter
Share on LinkedIn
Linkedin

Federica Dott.ssa Scaturin

• PSICOLOGA DEL BENESSERE E DELLO SPORT
• PERSONAL TRAINER, CONSULENTE IN EDUCAZIONE ALIMENTARE

Federica Dott.ssa Scaturin
Federica Dott.ssa Scaturin

<p>• PSICOLOGA DEL BENESSERE E DELLO SPORT<br />
• PERSONAL TRAINER, CONSULENTE IN EDUCAZIONE ALIMENTARE</p>

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *